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Volti e voci di un terremoto

Volti e voci di un terremoto

Inizio progetto: 30/04/2006 - Fine progetto: 31/05/2006


E' il titolo di un documentario (Il Friuli / SG Videoproduzioni, 2006) dedicato al terremoto del 1976, nel quale sono utilizzati alcuni miei brani.
Il documentario viene distribuito su DVD in allegato al settimanale "Il Friuli" a partire dal 5 maggio 2006, per alcune uscite successive.

Riporto la descrizione del documentario a cura dello stesso settimanale "Il Friuli":
Provate a misurare, orologio alla mano, quanto durano 55 secondi.
Non sono nemmeno un minuto. Eppure ai friulani che nel maggio del ‘76 vissero la terribile esperienza del terremoto deve essere sembrata un’eternità. Meno di un minuto lungo un’eternità nel quale hanno perso casa, amici e in alcuni casi pure la famiglia.
Il 6 maggio una scossa di 6,5 gradi della scala Richter squarciò la nostra terra. L’epicentro si trovava sotto il monte San Simeone, ma il sisma interessò un’area molto vasta: 37 furono i comuni danneggiati, quasi mille i morti stimati, oltre 3 mila i feriti.
In occasione del trentennale del terremoto che ricorre quest’anno, i lettori del settimanale “il Friuli” troveranno in edicola, a partire da questa settimana, il dvd “Volti e voci di un terremoto. 1976-2006 testimonianze”, prodotto dalla Sg Video Produzioni grazie alla collaborazione della Provincia di Udine, dei Comuni di Gemona, Osoppo e Trasaghis.
Nei suoi 34 minuti di durata, il documentario ripercorre il terribile episodio che ha segnato profondamente la memoria e l’anima dei friulani, attraverso rari filmati dell’epoca, conservati negli archivi della Cineteca del Friuli. Particolarmente curato l’aspetto sonoro, con un contrappunto musicale toccante e azzeccato, a cura di Lorenzo Tempesti.
A corollario delle immagini prive di commento girate in quei giorni, il regista Giovanni Cismondi e Stefano Marzona (operatore e montatore) hanno deciso di raccogliere le testimonianze di quanti vissero il sisma sulla propria pelle, qui chiamati a ricordare com’era il Friuli prima del terremoto e a quali trasformazioni sono andati incontro la popolazione e il territorio regionale nei trent’anni trascorsi.
Ciò che stupisce non è tanto la paura che braccava la popolazione rimasta senza tetto, un terrore sottile e subdolo che attanagliava le persone ogni qualvolta tentavano di abbandonarsi al sonno sulle brandine di fortuna delle tendopoli. Più forte della paura era infatti la volontà di ricostruire, di ritornare alla vita di sempre. Tant’è che, ancor oggi, si parla di ricostruzione “miracolosa” (in dieci anni, circa l’80 per cento delle case era già di nuovo in piedi), addebitabile certo alla straordinaria forza di volontà dei friulani, ma anche alla comunità mondiale, che non ci ha mai lasciati di bessoi.


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